martedì, 21 agosto 2007, ore 00:35
Giorno Uno: partenza con tre quarti d'ora di ritardo, perchè il "sabadone" di turno dimentica a casa una cosa fondamentale. Caldo suino. In sella.....si comincia a pedalare!! destinazione Dragoncello...amoena località a ridosso della metropoli di Poggio Rusco. Causa orario ormai avanzato non riusciamo a fare tutta la strada sull'argine, così come avevamo programmato. Nonostante un po' di ansia da "strada asfaltata" e qualche pensiero del tipo "maial mo sa g'ai da còrar?!" (dato l'elevato ritmo della pedalata, dettato dai baldi giovani) arriviamo a destinazione. Ottima ospitalità, cena a lume di fornellino, attività senza il fuoco che volevamo per via del poco tempo e chicca finale con taglio della catena della bici del "sabadone" che ha chiaramente perso le chiavi della serratura! Chi ben comincia è a metà dell'opera!!!
Giorno due: Sveglia ore 5.40 (cinqueequaranta!!!), rimontaggio bici, in sella fino alla stazione. E poi sul treno, un'oretta, fino a Villafranca. Dobbiamo raggiungere gli altri temerari, appuntamento a mezzogiorno a Peschiera! E via che si pedala......!! Arrivo con largo anticipo (perchè in fondo la classe non è acqua!) e gran svacco in attesa del resto del gruppo. All'arrivo degli altri cambia la musica; abbandoniamo per un po' le bici e ci armiamo di salvagenti e pagaie....e sulle canoe ci facciamo un giretto sul lago. Bella cerimonia dei passaggi....e adesso siamo un clan intero! Dopo mangiato si risale sulla bici....direzione Affi (anzi....non proprio..direzione..un posto vicino ad Affi di cui non ricordo il nome!). Serata nel nome di Chuck Norris e via in tenda!
Giorno tre: Pedalata in direzione Mori!! E' il giorno di ferragosto, fa ancora un caldo suino, ma a noi non ci ferma nessuno! A ora di pranzo il caro Ciacci saluta la baracca e Parte. Parte nel senso più bello che possa avere questo verbo. Partire. Partenza. Bellissimo. Non me lo ricordavo così bello. Il tratto della ciclabile è fantastico, passiamo in mezzo a viti e frutteti e l'adige è sempre al nostro fianco. Mi viene in mente, ripensando a una persona, che non serve per forza andare in Tibet per ritrovare il senso delle cose. Mi viene anche in mente che non credevo di farcela fisicamente, e che invece che la sto facendo, e le gambe non fanno neanche male. Gran bella Sensazione!
Giorno quattro: Si segue la strada del vino..Tramin è la nostra destinazione. tappone di 76 km, se non ricordo male percorsi in 4 ore e mezza o giù di lì. Arriviamo in un posto che non sembra italia, dove trovare uno che parli italiano è cosa rara. E' un bel collegamento ai temi di cui stiamo discutendo in questi giorni. Nulla accade per caso. La sera piove un pochino, le uniche gocce d'acqua della settimana. Ma oggi ci ospitano al coperto...nulla accade per caso!
Giorno cinque: il tappone non ci ferma....si va verso la meta finale; in sella fino a Laives (Bolzano). Pochi km da percorrere per arrivare nell'ultimo posto della nostra route. da qui i ragazzi vanno da soli in direzioni diverse, si spera riescano a ritagliarsi un po' di tempo solo per loro stessi. Noi capi invece ci riposiamo. Ci stava.....siamo stanchi morti, ci portiamo ancora addosso la sveglia delle 5.40 del secondo giorno, e 250 km di strada nelle gambe. Cantiamo vivo per lei e la gente del posto ci sfotte mettendo a tutto volume sullo stereo la versione Bocelli-Giorgia...Grazie per l'umiliazione eh!!!! Al pomeriggio tornano i ragazzi, è bello riaccoglierli uno per uno....ha un non so che di prezioso. Bello bello.
Cielo stellato meraviglioso, ultima notte di route.
Giorno sei: Sui pedali fino alla stazione e poi treno......ore e ore di treno.....Con gli occhi stanchi e pieni di vita vera.
Non credevo di potercela fare, non così tranquillamente almeno. E invece ci siamo arrivati in fondo, tutti insieme. Sono sensazioni che avevo accantonato...non dimenticato, ma proprio accantonato. E invece rieccole...a dare un senso alle cose, proprio quando le cose avevano bisogno di un senso!
LaRicciola