domenica, 18 novembre 2007, ore 01:55

Uscita di Noviziato..cammina, cammina, ridi, rimprovera, gestisci, io e lui, io e loro, loro bellissimi. Lasciarmi stupire, sempre e comunque. Lasciarmi stupire ancora, come se fosse sempre la prima volta. Freddo. Concerto dei Negramaro. Teatro comunale. Ogni volta è sempre più bello; il teatro. Ogni volta è sempre emozionante. Le canzoni. I ricordi. Il 2005. Tutto torna. Anzi, no. Tutto scorre. Anche se sembra che da allora non scorra proprio niente. Un tipo che mi chiede che scuola e che classe frequento. Estate rovinata da una scena alquanto discutibile. "This is my last single". "Ha detto che è single!". Deliri della stanchezza. Freddo. Svegliarsi alla mattina che fa ancora buio. Io che ho sempre sostenuto che la sveglia deve, e dico deve, avere sempre un numero a 4 cifre. E che uno si sveglia col buio solo se ha un aereo da prendere.Uscire dal lavoro alle, scoprire che per tv c'è Occhi di gatto. Stanchezza, tanta. E tante cose da fare. Riunioni. Decisioni. Pensieri. Futuro. Che cazzo vorrà poi dire futuro non lo so. Cena con quelle della danza. Non riesco ancora a rendermene conto. Ma io ad oggi non ballo. Non ballo. Aspetta che lo rileggo. Sentirsi mediocre. Sentirsi mancare un pezzo di sè. Sentirsi voluta bene. Voglia di un palco, dell'ansia prima di salire, del controllo completo del mio corpo, della musica che si trasforma in passi, di quei minuti in cui il mondo sembra fermarsi, degli applausi e del mondo che continua a girare. Niente di tutto questo Coraggio. Corso di clown terapia. Riscoprire. Riscoprirsi. Ridere. Sorridere. Lasciarsi andare. "Stacca la testa". Ascoltare una voce che legge un brano. Riconoscere il brano. Riviverlo in tutte le sue parti com'era qualche anno fa. I legami. Nostalgia. Amici. Amore. Che buffe queste tre parle scritte di fila. Sottofondo "Eppure senitre". Sembra tutto fatto apposta. Voglia di prendere il telefono e chiamare. Non una persona a  caso eh. Paura. Boh.  Bisogno. Stanchezza fisica. Credo che non basterà a fermarmi. Se mi rilasso collasso. Non è ancora finita...
LaRicciola

lunedì, 06 agosto 2007, ore 13:52

C'era una volta Hylands Park; e non aveva semplicemente una casa bianca immersa nel verde. Aveva delle facce, note e meno note, e aveva un'anima, la mia, la nostra. Un po' come se fosse una persona...ma era un luogo; vivo.
Hylands Park c'è ancora. ha cambiato un po' le facce, la sua anima si è ingigantita, ma porta con sé un profumo che può riconoscere solo chi l'ha già respirato qualche tempo fa.
Ecco. ci sono tornata curiosa di sapere se ero ancora in grado di cogliere quel profumo, quel sapore. L'ho sentito sdraiandomi nell'erba e vedendo negli occhi immagini di cose già vissute. L'ho sentito camminando per i sentieri e ricordando dove stavano le nostre tende. l'ho sentito chiacchierando con chi quel sapore l'ha conosciuto insieme a me. L'ho sentito nella malinconia mista a gioia, nei contrasti forti delle emozioni e nelle parole di questi giorni.

Ecco qua. Poi se ci aggiungiamo le parole dei giorni prima, quelle del centenario, dei ricordi e dei pensieri, e delle distanze che si accorciano all'improvviso, la magia è fatta.



Mi domando se ci sono momenti nella vita che non soltanto "varrebbe la pena spendere mondi interi per acquistarli", ma sono anche così pieni di emozione che si dilatano, diventano attimi senza tempo.
J. Coe
LaRicciola